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Calcio femminile, lo spunto del volley: portare le partite dove si trova il pubblico

Immagine del redattore: Federica Fossi
Federica Fossi
4 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Al The Women’s League Summit, Elena Mirandola ha proposto il modello del volley come spunto per ampliare il pubblico del calcio femminile: dirette anche su YouTube e sui canali social di club e atlete.

(Elena Mirandola)
(Elena Mirandola)

Nel corso di The Women’s League Summit, promosso da The Football Week, Elena Mirandola, ex CEO del Como Women e oggi fondatrice di The Breakaway, società di consulenza strategica specializzata nello sport femminile, ha proposto una riflessione sulla diffusione delle partite e sulle possibilità di avvicinare nuovi spettatori al calcio femminile.


La richiesta di maggiore visibilità accompagna da tempo il movimento italiano: più spazio sui giornali, nei telegiornali e nei programmi sportivi. Accanto alla copertura giornalistica, però, c’è un altro tema: dove vengono trasmesse le partite e quanto è facile incontrarle anche per chi ancora non segue il campionato.

Lo spunto portato da Mirandola riguarda il modello introdotto dalla Lega Volley Femminile per la stagione 2026/27, che affianca alle trasmissioni televisive e allo streaming la possibilità di seguire alcune gare anche attraverso i canali social della Lega, dei club e delle giocatrici.


Il modello del volley femminile

La Serie A1 femminile di pallavolo ha scelto una distribuzione che coinvolge più piattaforme. DAZN trasmette tutto il campionato in abbonamento, mentre Rai Sport propone una o due partite a settimana in chiaro, secondo la programmazione.

A queste si aggiungono tre incontri per turno di regular season, disponibili gratuitamente sul canale YouTube della Lega.

La novità riguarda anche il coinvolgimento diretto delle protagoniste: le gare selezionate per la distribuzione social possono essere ritrasmesse attraverso i canali dei club impegnati e delle giocatrici. Le comunità che seguono squadre e atlete diventano così un ulteriore punto di accesso alle partite.

La Serie A2 ha invece condizioni differenti: l’intero campionato è disponibile gratuitamente su DAZN, previa registrazione. Quattro incontri per turno vengono trasmessi anche su YouTube, mentre gli altri quattro restano esclusivi della piattaforma, sempre senza necessità di abbonamento.


Come funziona la Serie A Women

Il calcio femminile italiano offre già un accesso gratuito molto ampio.

Da tre stagioni a questa parte tutte le partite della Serie A Women sono trasmesse su DAZN e, fatta eccezione per quella proposta anche dalla Rai, le partite sono disponibili in modalità Freemium: basta creare un account gratuito.

Una partita per weekend viene trasmessa anche sui canali Rai e su RaiPlay.

Lo spettatore può quindi seguire tutto il campionato senza sottoscrivere un abbonamento, combinando i due servizi. YouTube e i social ufficiali della competizione ospitano invece gol, highlights e altri contenuti.


Dalla gratuità alla possibilità di raggiungere nuovo pubblico

Il confronto apre quindi una riflessione su come le partite possano raggiungere persone che ancora non le cercano.

Chi segue già la Serie A Women ha a disposizione strumenti gratuiti per guardarla.

Una diretta sui canali di un club o di un’atleta potrebbe però avvicinare anche chi segue una calciatrice sui social senza aver mai visto una sua partita.

È in questo passaggio che si inserisce lo spunto di Mirandola: utilizzare anche le comunità digitali delle protagoniste per ampliare il pubblico del movimento.

La scelta del volley ha inoltre una prospettiva commerciale. In un’intervista ad Alley Oop–Il Sole 24 Ore, Enzo Barbaro, amministratore delegato della Lega Volley Femminile, ha spiegato la disponibilità a incassare meno dai diritti media per aumentare la visibilità e valorizzare i diritti di marketing.

Una maggiore esposizione può infatti contribuire a rendere il campionato più interessante per sponsor e partner, anche se i risultati vanno misurati nel tempo.


Per il calcio femminile, che ha già costruito un’offerta ampiamente gratuita, potrebbe essere un ulteriore passo da valutare.

Quanto potrebbe incidere portare alcune partite direttamente negli spazi in cui si trova già il pubblico?

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