Calcio femminile: quanto conta chi governa?
Aggiornamento: 1 giorno fa
Lula è stato rieletto presidente del Brasile: la conferma arriva mentre il paese si sta preparando a ospitare il Mondiale 2027 in Brasile.

La notizia
Luiz Inácio Lula da Silva è stato rieletto presidente del Brasile il 25 ottobre 2026, conquistando il suo quarto mandato alla guida del Paese.
La conferma arriva in un momento particolarmente significativo per il movimento calcistico femminile brasiliano, con il Paese impegnato nei preparativi per il Mondiale del 2027, il primo nella storia a essere ospitato in Sud America.
L'eredità della competizione
Il 6 ottobre 2026, il Ministero dello Sport brasiliano ha presentato al Tribunale dei Conti dell'Unione la prima fase del Piano nazionale per l'eredità sociale e sportiva del Mondiale femminile.
L'obiettivo è ambizioso: trasformare la competizione in un'opportunità di sviluppo che possa estendersi oltre le otto città ospitanti e, soprattutto, oltre la conclusione del torneo.
Il piano si articola in quattro aree principali, con interventi volti a favorire l'accesso e la permanenza delle ragazze nello sport, sostenere la formazione, la professionalizzazione e la leadership femminile.
Particolare attenzione viene riservata anche alla tutela delle atlete, al contrasto delle discriminazioni e della violenza, alla valorizzazione economica e alla crescita della visibilità del movimento.
Continuità politica, ma con quali garanzie?
La rielezione di Lula potrebbe favorire la continuità delle politiche già avviate in vista del Mondiale, ma non ne garantisce automaticamente la realizzazione.
La prossima fase del piano, prevista per maggio 2027, sarà fondamentale per definire con maggiore precisione responsabilità, obiettivi, risorse economiche e strumenti di monitoraggio.
Il coinvolgimento delle istituzioni, della FIFA, della Federazione brasiliana e delle realtà territoriali sarà determinante per trasformare gli impegni in interventi concreti.
Perché la vera sfida non sarà soltanto garantire continuità politica, ma costruire un progetto capace di produrre risultati misurabili e duraturi.
Quanto incidono i governi nello sviluppo del calcio femminile?
Lo sviluppo del calcio femminile non dipende esclusivamente dalle federazioni o dalle società sportive.
Le scelte dei governi possono incidere profondamente sulla disponibilità degli impianti, sull'accesso allo sport, sulla distribuzione delle risorse e sulla tutela delle atlete.
La crescita del movimento, quindi, passa anche attraverso le priorità politiche di un Paese e la capacità delle istituzioni di trasformarle in programmi strutturati, coinvolgendo federazioni, club e territori.
Ma quanto può essere sostenibile un progetto sportivo se la sua continuità dipende dalle scelte di un singolo governo?
Oltre l'evento: costruire un'eredità
Un grande evento internazionale può accendere i riflettori sul calcio femminile, attirare nuovi investimenti e generare interesse.
Ma la visibilità, da sola, non basta.
Per trasformare quell'attenzione in opportunità concrete per ragazze e donne servono programmi, investimenti e politiche capaci di proseguire anche dopo il termine della competizione.
Quanto incidono, quindi, le scelte dei governi sullo sviluppo del calcio femminile? E, soprattutto, come si possono costruire politiche sportive capaci di durare anche quando cambiano le maggioranze politiche?
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